Ritratto di un periodo della mia vita in cui non avevo tanti soldi e a volte non riuscivo neanche a fare la spesa, ma un limone c’era sempre, per il tea, anche se non si vede perché non si mette in frigo, come il caffè, anche se qualcuno lo mette in frigo, ma io no, lo tengo in un barattalo in cucina, dove c’è il sale, lo zucchero e tutto il resto, e anche il tea, comunque dicevo; ritratto di un periodo della mia vita in cui non avevo tanti soldi e alcune volte non riuscivo a fare neanche la spesa e così in frigo rimaneva solo un limone, mi deprimevo un po’, richiudevo il frigo e chiamavo un amico e magari mi facevo invitare a cena o a pranzo, dipendeva da che ora era. Ormai sono passati un po’ di anni e ora in frigo c’è da mangiare, ma comunque certe volte chiamo lo stesso un amico, per farmi invitare a cena o a pranzo, ma solo perché certe volte non ho voglia di cucinare, non che non mi piaccia, anzi, adoro cucinare, ma ci sono certe giornate in cui preferisco mangiare in compagnia, ma non mi va di cucinare, e se nessuno mi invita, allora invito io qualcuno, però solo se ho voglia di cucinare, o magari con una scusa qualsiasi, tergiverso un po’ e così il mio amico si mette a cucinare. Il fatto é che ci sono dei giorni in cui mangiare in compagnia è meglio che mangiare da soli, ma ci sono anche dei giorni in cui preferisco stare solo e se non ho voglia di cucinare, metto in forno una di quelle pizze surgelate che sono pronte in 5 minuti e la condisco un po’, di solito ci metto acciughe, cipolla e pomodorini, quelli a ciliegina, ma solo in stagione, se invece mi va di cucinare, allora mi metto un’ora prima e mi preparo un vero banchetto e stappo pure un bottiglia di vino. I piatti che mi riescono meglio sono i primi, anche qualche secondo, ma nei primi sono bravo, sia i sughi per la pasta che i risotti, anche qualche zuppa.

A volte ci penso a quel periodo lì, e ho anche un po’ di nostalgia, c’era come una sorta di inquietudine che mi faceva sopravvivere, ma forse perché ero più giovane e spensierato, se ci penso adesso farei fatica a star senza mangiare, in fondo sono anche cresciuto ed è giusto così. Comunque, per la cronaca, a me il tea non piace e lo tengo solo per qualche ospite, non so se il tea scade, forse dovrei controllare, 2009, stampa a getto d’inchiostro su carta fotografica, 18 x 12 cm


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Ritratto di un periodo della mia vita che non è ancora arrivato, anche se qualche volta ci penso, e intendo dire, quel periodo della mia vita di quando sarò vecchio e avrò bisogno di una dentiera, perché avrò perso tutti i denti, ma avrò ancora voglia di mangiare, un periodo in cui percepirò più freddo del normale e avrò i classici acciacchi di quell’età, ma in cui mi auguro di arrivarci con un certo stile, e se non ci saranno grosse sfortune, e magari senza eccedere troppo, potrei anche diventare nonno e vedere i miei nipoti e parlare con gli altri vecchi, passando intere giornate a ricordarci di quando si era giovani e spensierati, ma cercando ancora di divertirci, restando però in linea con la nostra maturità.

Non è che mi spaventi diventare vecchio, e credo che la vecchiaia sia una cosa che ci si deve meritare, anche se non c’è più quella cultura, che io ancora mi ricordo, in cui si aveva rispetto per gli anziani, almeno nel paesino in cui sono cresciuto era così, e mi ricordo pure che, quando parlava mio nonno, gli si dava retta, perché la sua età era sinonimo di saggezza, oggi invece, non tutti hanno rispetto per i nonni, ma è anche vero che conduciamo una vita malsana, che non ci permette di raggiungere la senilità con una testa piena di ricordi, beh magari le cose cambieranno quando sarò in quel periodo lì.

Ecco, mi sa che sono già sulla buona strada, perché ho fatto proprio un bel discorso da vecchio, 2009, stampa a getto d’inchiostro su carta fotografica, 18 x 12 cm



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Ritratto di un altro periodo della mia vita, quando andavo ancora a scuola, in cui pensavo che non sarei mai morto e che avrei avuto un sacco di tempo per fare un sacco di cose,  quando mi divertivo e basta e tutto era una scoperta, mi pareva che il tempo fosse congelato, e la formazione era affidata a certi professori che cercavano di imporre una conoscenza, ma a me non è che piacesse tanto andare a scuola e certe volte, passavo intere mattine con certi amici, in certi posti e non andavo a lezione e non studiavo tanto, ma certe cose mi piacevano e le facevo volentieri, per il resto badavo da solo alla mia formazione, leggendo libri, guardando film e ascoltando musica, anche se devo dire che, un po’ mi sono pentito, e infatti ho cercato di rimediare, quando mi sono iscritto all’Accademia a Venezia, ma ci sono delle cose che mi sono perso e che vorrei tanto sapere, come chimica o fisica, e matematica, ma veramente in matematica ero anche bravo, ma adesso non mi ricordo un sacco di cose, poi altre lacune che vorrei colmare, che se ci penso un po’ mi vergogno. Ma tutto sommato, quella preparazione che mi sono creato mi ha dato parecchi spunti per il mio lavoro. Da quei tempo sono cambiate tante cose, mi ritrovo con qualche capello bianco e qualche ruga, ma ho ancora un sacco di tempo per imparare un sacco di cose, che poi imparare, è al cosa che mi piace di più, perché sapere è bello ma imparare, è un po’ come corteggiare una ragazza, o un ragazzo, perché la conoscenza la devi amare, cercare e volere, 2009, stampa a getto d’inchiostro su carta fotografica, 18 x 12 cm



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Autoritratto, anche se sarebbe più opportuno, chiamarlo ritratto di questo periodo della mia vita, in cui resto facilmente affascinato dalle cose belle, e mi sento come una falena o come qualsiasi altro insetto volante che viene attirato dalla luce, ma non da una luce qualsiasi, e mi perdo a cercare idee per risolvere problemi, periodo in cui ho finalmente ritrovato certe cose che credevo di aver perduto, ora va meglio e mi pare di star bene, ma non come quando ti chiedono:” come stai?”  e tu rispondi:”bene grazie” , è più intenso, perché c’è una specie di consapevolezza che porta ad essere attirati da una voglia di capire, e la gente che mi vede non ha bisogno di chiedere come va, perché è palese che sono sereno e concentrato, magari non tutti i giorni, perché ci sono dei giorni che mi sveglio male e mi fa schifo tutto, ma poi mi passa subito, mi basta guardar fuori o parlare con qualcuno di speciale, non credo molto nella felicità, come costante della vita, ma come qualcosa che capita di sentire dopo che accade qualcosa di bello che non ci si aspettava, o che si aspettava da tempo, proprio come una lampadina quand’è tanto tempo che non c’è  e non ti ricordavi che esisteva la luce, ecco si come una lampadina, che poi è come un’idea, una speranza, un’intuizione , ma bisogna non fissarla troppo altrimenti fanno male gli occhi e non si vede più bene, o avvicinarsi troppo perché altrimenti ci si può scottare, anche se adesso fanno delle lampadine che non si scaldano, allora va beh, per quelle che restano fredde, vale solo il fatto di non fissarle troppo, 2009, stampa a getto d’inchiostro su carta fotografica, 18 x 13,5 cm



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